La Necropoli di Pantalica
La necropoli di Pantalica è una vasta e suggestiva area naturalistico-archeologica, il cui nome deriva dal greco antico πάνταλίθος, ovvero "tutto pietra", luogo di pietre.
La necropoli di Pantalica è una vasta e suggestiva area naturalistico-archeologica, il cui nome deriva dal greco antico πάνταλίθος, ovvero “tutto pietra”, luogo di pietre. Dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 2025, per comprendere la genesi di questo luogo straordinario bisogna tornare a prima della colonizzazione greca, diverse migliaia di anni prima, quando la Sicilia sud-orientale era abitata da diverse popolazioni, con i primi insediamenti di Homo Sapiens.
Pantalica raggiunse la sua massima potenza nell’epoca del bronzo, un tempo in cui le città della Grecia classica erano ancora lungi dal nascere e il popolo Miceneo solcava i mari. Nel corso dei secoli, ha attraversato varie fasi culturali:
- Una prima fase (XIII sec. a.C.) vide un grande mutamento con lo spostamento degli insediamenti dalla costa verso le zone interne più impervie e facilmente difendibili, spinto da esigenze difensive prioritarie.
- Nella seconda fase (XI-X sec. a.C.), fu un periodo complesso, segnato dalla fine dell’influenza micenea e dall’arrivo dei Fenici nel Mediterraneo.
- Dalla metà del IX sec. a.C., circa un secolo prima della fondazione di Siracusa, Pantalica attraversò un periodo di rinnovato splendore, testimoniato dalle necropoli di Filiporto, della Cavetta e Sud, con tombe a grotticella artificiale e brevi dromos (corridoi) sulle balze rocciose.
Dopo circa 15 secoli di oblio, Pantalica tornò ad essere abitata in epoca bizantina (VI-VII sec. d.C.), come rifugio contro le invasioni arabe, che portarono a una ruralizzazione del sito, specialmente dopo la caduta di Siracusa nell’878 d.C.










