Chiesa di Santa Maria
Originariamente distante 500 passi dal centro abitato, così come voleva la tradizione, la Chiesa di Santa Maria con l’annesso il Convento del XIX secolo (espropriato dallo Stato Italiano), venne interamente ricostruita dopo il sisma del 1693 e completata soltanto a metà del Settecento.
Originariamente distante 500 passi dal centro abitato, così come voleva la tradizione, la Chiesa di Santa Maria con l’annesso il Convento del XIX secolo (espropriato dallo Stato Italiano), venne interamente ricostruita dopo il sisma del 1693 e completata soltanto a metà del Settecento.
Nonostante l’impianto a navata unica appaia semplice, lo scrigno architettonico custodisce tesori di immenso valore artistico e devozionale. Nella chiesa sono conservati due manufatti artistici di grande pregio: il Crocifisso ligneo di Fra Umile di Petralia del 1633, e la statua di Santa Maria La Bianca.
Il crocefisso secondo la tradizione locale vuole che il volto del Cristo muti espressione a seconda dell’angolazione da cui lo si osserva, in un gioco di ombre e fede tipico del barocco siciliano. Altrettanto affascinante è la storia della statua marmorea a grandezza naturale, con preziose dorature, di Santa Maria La Bianca. Priva di fonti documentarie, risale probabilmente alla maniera quattrocentesca del Gagini.
La leggenda narra che la statua fu rinvenuta in aperta campagna da alcuni contadini provenienti da comuni diversi. Questi, per scegliere in quale comune conservarla, decisero di affidarsi alla sorte, e caricarono il simulacro sopra un carro guidato da buoi. Furono gli animali a scegliere la direzione e a fermarsi laddove oggi sorge la Chiesa di Santa Maria.









