Chiesa di Sant’Antonio e i Quattro Canti
Dopo il devastante terremoto del 1693, Ferla rinacque più a nord sul Monte Rigoria, disegnando un impianto cruciforme tra i palazzi nobiliari (Via Umberto) e Via Vittorio Emanuele, la "Via Sacra" costellata di chiese
Dopo il devastante terremoto del 1693, Ferla rinacque più a nord sul Monte Rigoria, disegnando un impianto cruciforme tra i palazzi nobiliari (Via Umberto) e Via Vittorio Emanuele, la “Via Sacra” costellata di chiese. Fulcro di questo nuovo centro è la Chiesa di Sant’Antonio, ricostruita nel XVIII secolo su progetto del monaco architetto Michele da Ferla e oggi Monumento Nazionale.
Unica nel sud-est siciliano per il suo impianto a croce greca, la chiesa incanta con una facciata barocca movimentata da tre corpi concavi di cui i due laterali terminano in alto con celle campanarie; quella di sinistra perse la cupoletta nel 1909, probabilmente a seguito del sisma di Messina accaduto l’anno prima.
Varcata la soglia, l’interno rivela il genio scenografico del Settecento: nicchie celate da ingegnosi meccanismi creano un effetto di “sorpresa barocca”, svelando pregevoli sculture legate alla tradizione religiosa locale. Alzando lo sguardo verso la cupola, si ammira l’affresco ‘”Apoteosi di Sant’Antonio Abate”, circondato dalle personificazioni dei quattro continenti allora conosciuti.










